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giovedì 23 ottobre 2014

Tentativi


A me spiace sempre molto buttare i barattoli di vetro dello yogurt  nella raccolta differenziata, li pulisco molto bene e li tengo lì vicino al lavello pensando sempre che prima o poi li riutilizzerò. Mi sembra un lavoro enorme tutto il processo di manipolazione del vetro per 90 grammi di yogurt. Alcune volte penso a quanto era bello quando da piccolina uscivo verso sera con la mia bottiglia di vetro e andavo a comperare il latte al caseificio. A casa, mia mamma lo scremava e con la panna ci facevamo il burro. Ricordo che a nessuna di noi sorelle piaceva sbattere ritmicamente la bottiglia per ottenere una bella palla bianca e densa, ma ci davamo il turno e lo facevamo ugualmente. Mi piacerebbe avere vicino a casa un Negozio Leggero, dove puoi andare ad acquistare molti prodotti con il tuo contenitore, senza spreco nè di vetro nè di carta.


































































Con i miei barattoli di vetro ho tentato di fare dei portacandele e dei portalumini: in inverno è bello vederli rallegrare la casa. Il più grande l'ho semplicemente ricoperto con un tubolare a maglia eseguito con ferri n° 6 e un avanzo di lana mohair, il piccolo l'ho ricoperto con una striscia di alluminio ricavata dai vassoi e traforata con un fustellatore. All'ultimo invece, con il fil di ferro ho creato una struttura per contenere una candela e siccome, una volta terminato  ho ritenuto che non fosse un gran che, l'ho ricoperto di rametti di pino senza peraltro migliorarne l'aspetto.


































In tutto questo lavoro una cosa positiva c'è: con il fustellatore ho continuato a ricavare fiocchi di neve
divertendomi come una bambina fino a che del vassoio non c'era più traccia.
























Ho pensato che, se li infilo ad uno ad uno distanziandoli di 10 cm l'uno dall'altro potrò ricavarne dei bellissimi cordoncini decorativi per l'albero di Natale a costo zero.




lunedì 20 ottobre 2014

Non solo bosco: un tranquillo fine settimana nella confusione di Milano


Nelle grandi città mi sento un po' un pesce fuor d'acqua, mi mancano i miei ritmi tranquilli e le mie certezze, non sono abituata alla metropolitana e ai suoi tempi di attesa nei sotterranei. Ma ogni tanto è bello andarci, le mostre importanti non le portano al mio paese, a certi eventi puoi assistervi solo lì. E poi, dopo aver aspettato mille volte il semaforo verde per attraversare, aver sentito centinaia di sirene della polizia che scortava un personaggio importante in chissà quale automobile del corteo, aver visto architetture inconsuete, essere stata accecata da un'infinità di insegne luminose, tornare a casa è rassicurante e rilassante.























































































Il lussuosissimo Eataly,  "supermercato" di prodotti alimentari di alta qualità prevalentemente di origine italiana. A Milano è stato ricavato nella struttura del teatro Smeraldo, del quale è stato mantenuto solo il palco.

Una delle provocazioni dello  street artist Beast, sotto ad una pubblicità grande come una casa.

Piazza Gae Aulenti dove ho trovato un mercatino tutto Trentino dove vendevano anche la farina gialla di Storo.


















































Coloratissimi murales ovunque, aumentano la confusione e benchè a me piacciano  nello stesso tempo danno della città un'immagine di disordine e trascuratezza.
























































































































Domenica, a Cascina Cuccagna, mi sono sentita a casa mia: un pezzetto di Milano come un tempo, un vecchio edificio contadino riordinato e  ristrutturato in economia, rispettando l'architettura della struttura originale. Voci di bimbi che giocavano sul prato, l'orto, la vigna e un piccolo mercatino artigianale mi hanno fatta star bene e hanno migliorato l'idea che ho di Milano.


mercoledì 15 ottobre 2014

Scaldarsi con i colori dell'autunno


Come realizzare uno scaldacollo per una giovane amica, Gaia di nome e di fatto? Dopo numerosi tentativi ho optato per la semplicità visto che il filato che avevo scelto era già abbastanza vistoso e particolare.
















































Ha tutte le sfumature e i colori dell'autunno, una lana al 100%, molto rustica ma anche molto calda. Ricorda il muschio, le bacche, la legna pronta per essere bruciata nella stufa, fa pensare al freddo e alla neve, all'inverno imminente.




































































Ho utilizzato 3 gomitoli da 50 grammi (una resa di metri 100 ogni gomitolo) e ferri n°5.
Ho avviato 3 maglie e ho lavorato tutti i ferri a diritto aumentando una maglia ad ogni inizio ferro fino ad avere 38 maglie in totale. A questo punto ho proseguito continuando ad aumentare una maglia su un lato ma diminuendo una maglia sull'altro. Così facendo si procede in diagonale ma con due lati paralleli. Raggiunta la lunghezza di cm 105 sul lato più lungo (quello degli aumenti) ho iniziato a diminuire ad ogni inizio ferro fino ad avere 2 maglie che ho chiuso con una catenella. Gli occhielli li ho fatti con l'uncinetto, 6 catenelle ognuno che ho fissato al bordo con l'ago. Infine cucito i bottoni alla giusta altezza.
Se sono stata chiara, se vi piace e volete realizzarla, ora tocca a voi.


domenica 12 ottobre 2014

Un consiglio


...andate a vedere questo film, è uscito giovedì scorso.


Il regno d'inverno.

Paesaggi della meravigliosa Anatolia d'inverno e la narrazione lenta e intensa della diseguaglianza vista attraverso una molteplicità di occhi diversi. Quelli di un uomo che è lontano e si sente al di sopra delle persone comuni, quelli di una donna prigioniera, di una famiglia che arranca nel fango e di un bambino.



giovedì 9 ottobre 2014

Gilet ultimato


Nel mese di settembre, avevo pubblicato questo post dove raccontavo tutti i miei dubbi se disfare o proseguire la lavorazione di questo gilet. Ebbene, l'ho ultimato e non si può dire che sia un capolavoro, ha parecchi difetti.

Il collo per esempio, così come l'ho eseguito non è male ma se l'avessi fatto identico all'originale sarebbe stato più bello.


Poi c'è la taglia, alla piccola sta un po' stretto, nel calcolare le misure non ho tenuto conto che quel punto tende a stringere.

 Il colore? E' strong lo so, ma l'ha voluto lei questo abbinamento verde acido/rosa quasi fucsia! Che fare? Non mi resta che avviarne un altro!


lunedì 6 ottobre 2014

Autunno


Pigra e indolente, svogliata oltre ogni limite, sento su di me la voglia di andare in letargo, di accovacciarmi sul divano a sonnecchiare, sento che il brio delle belle giornate estive piene di luce sta calando piano piano. Al mattino mi sveglio e mi alzo sempre alla solita ora ma, quando scendo in cucina, guardo fuori e vedo che manca ancora molto tempo al sorgere del sole mi sento come spaesata, incapace di organizzarmi. Mi devo abituare all'idea che l'inverno sta arrivando e devo cambiare ritmo e abitudini.
















































































































Nonostante tutto però qualcosa ho combinato: ho intrecciato quattro rami di alchechengi che crescono rigogliosi sotto al mio ciliegio e ho realizzato questa ghirlanda, un po' poco lo so, recupererò domani, forse.



mercoledì 1 ottobre 2014

Raccolta fotografica di settembre: caffè


... la mia bevanda preferita. L'ultima mia piacevole scoperta è il caffè con il cardamomo che mi ha fatto conoscere il figlio di mia sorella che ama molto la cucina orientale. Il caffè è buono freddo e caldo, dolce e amaro, bevuto in solitudine ma anche in compagnia, al bar ma anche casa.










































Questa è la mia piccola lode al caffè.